Rocca Ariostesca, Castelnuovo di Garfagnana
20 giugno – 27 settembre 2026
Dal 20 giugno al 27 settembre 2026 la Rocca Ariostesca di Castelnuovo di Garfagnana ospita la mostra “Giovanni Giorgi (1859-1932). Visione e memoria”, prima esposizione monografica dedicata al pittore garfagnino, figura ancora poco conosciuta ma significativa nel panorama artistico toscano tra Otto e Novecento.
Promossa dal Comune di Castelnuovo di Garfagnana in collaborazione con la Fondazione Banca del Monte di Lucca, con il supporto della Pro Loco di Castelnuovo Garfagnana e il patrocinio della Regione Toscana, la mostra presenta 25 dipinti e una selezione di fotografie dell’autore, offrendo un’ampia panoramica della sua produzione artistica.
Il percorso espositivo segue l’evoluzione di Giorgi dagli anni della formazione fino alla piena maturità. Tra le opere più significative figura Castelnuovo in festa, veduta di piazza Umberto I realizzata probabilmente nel 1881, quando l’artista aveva appena ventidue anni. Sono inoltre esposti lavori della fine dell’Ottocento, tra cui Dolori senza conforto, presentato all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898, e opere degli anni Venti e Trenta, caratterizzate da nature morte e composizioni floreali che richiamano la pittura olandese del Seicento.
Nato a Carrara nel 1859 da Eusebio Giorgi e Maria Bianco, Giovanni Giorgi apparteneva a una famiglia presente a Castelnuovo fin dal XVI secolo. Tra il 1878 e il 1882 frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove sviluppò un metodo fondato sulla centralità del disegno e sull’osservazione diretta della realtà. La sua pittura si distinse per una straordinaria precisione tecnica, tanto da essere definita dai contemporanei come un’“arte minuta”.
Negli anni Novanta dell’Ottocento la sua ricerca artistica raggiunse piena maturità. Il dipinto Dolori senza conforto, ispirato anche alla tragica perdita del figlio dodicenne nel 1895, unisce realismo e tensione simbolica, riflettendo alcune delle sensibilità più moderne della cultura figurativa del tempo.
Accanto all’attività pittorica, Giorgi fu tra i pionieri della fotografia in Valle del Serchio. Nel suo studio affacciato su piazza Umberto I, proprio di fronte alla Rocca Ariostesca, applicò alla fotografia lo stesso rigore compositivo e la stessa attenzione al dettaglio che caratterizzano i suoi dipinti.
Nel corso della vita ricoprì anche l’incarico di Ispettore regionale dei monumenti nazionali della Garfagnana, ruolo mantenuto fino alla morte nel 1932. Di carattere schivo e riservato, non cercò mai la notorietà, contribuendo forse egli stesso alla limitata diffusione del proprio nome.
La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Maria Pacini Fazzi Editore, con introduzione di Umberto Sereni e saggi di Silvestra Bietoletti, Sergio Suffredini e Silvio Fioravanti, corredato dalle riproduzioni delle opere esposte.
